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Blended colours
Ti racconto questa storia perché vorrei che tu la scrivessi. Ieri, in auto, andavo a prendere mio figlio che tornava da una gita scolastica. La strada è quella che percorro spesso: due rotonde e poi avanti dritto fino al centro. I pensieri erano i soliti, appena scombinati da una buona notizia, inaspettata: testa leggera, un po’ di euforia incredula, trattenuta (così potrò tenerla accanto a me per un tempo più lungo), e la voglia di vedere come era cresciuto. Hai mai notato come crescono i figli quando stanno lontani, anche solo per qualche giorno?
Mentre affronto la seconda rotonda mi devo fermare: un Masai.
L’andatura leggera, il portamento, le vesti rosse e un atteggiamento quieto e insieme di sfida rendono irreale la città, incomprensibilmente vuota nel pomeriggio a tarda ora, e mi spingono a lasciarlo passare. Svolta a sinistra e ci ritroviamo sulla stessa strada a due corsie, uno accanto all’altro. Per qualche istante affiancati, poi improvvisamente scarta, lasciandomi sola. La sua è un’eleganza straordinaria: è naturale e di chi sa che niente e nessuno potrà fermare la sua giusta corsa.
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VITA DA FOSSILE (un certo discorso)

